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Costruito sull’area dell’antica dogana, un tempo appartenente ai conti Da Vico, il palazzo venne edificato tra il 1770 e il 1774 per volontà del marchese Scipione Grillo, duca di Monterotondo e dell’Anguillara e Cavallerizzo Maggiore alla Corte di Parma.

Il progetto fu affidato a un allievo del Petitot, l’abate Giovanni Furlani, mentre la decorazione a stucco del piano nobile e dell’appartamento privato del duca venne eseguita da Giocondo Albertolli, tra i più abili decoratori dell’epoca neoclassica.

Alla morte del Grillo, il palazzo passò ai conti Langosco-Alari, quindi ai Malaspina, ai Galatino e ai Mazza-Poldi; Antonio Marchi lo acquistò nel 1859, ed è da allora proprietà della famiglia. 

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Facciata di Palazzo Marchi e scorcio su Strada Vittorio Emanuele e la Chiesa di San Sepolcro, in un’incisione di metà ‘800